
In merito alla recentissima comunicazione della Direzione Generale dell’A.S.P di Reggio Calabria, per quanto
riguarda il comparto e precisamente gli operatori socio sanitari dei vari presidi ospedalieri della provincia di
Reggio Calabria: Ospedale Spoke di Polistena, quello di Locri, Gioia tauro e Melito Porto Salvo dove viene
indicato ai vari direttori di unità operativa una riorganizzazione temporanea della turnistica notturna per
sopperire la continua e inarrestabile carenza di personale. Il SI Cobas Calabria vigile e attento sulle dinamiche
che attanagliano i dipendenti delle varie aziende sanitarie vuole mettere all’attenzione la situazione
inaccettabile che si viene a formare. Nelle varie misure che si vogliono mettere in atto nel rispetto del CCNL
Comparto Sanìtà possiamo citarne inizialmente uno quello dell’equa distribuzione dei carichi e del benessere
organizzativo art 9 e 13. Si prenda come fattispecie l’ U.O di Medicina Interna di Polistena con 20 posti letto, con
un organico di 9 operatori e 1 part time, già di suo è insufficiente andando a fare ancora da zavorra a una realtà
che comporta giornalmente carichi insostenibili data anche alla riorganizzazione dei vari presidi che a sua volta
si sono trasformati o sono in fase di realizzazione di ospedali di comunità e case della salute come Oppido
Mamertina dove attualmente ci sono attivi 10 posti letto e i ricoveri.? La lunga degenza di quest’ ultimo
menzionato non si sa quale destinazione sia stata data, conseguentemente l ‘ 80% dei pazienti che occupano il
reparto di medicina sono di età geriatrica quindi a maggior ragione si deve escludere a priori una turnazione
notturna che vada al di fuori del reparto per dare man forte alle altre unità operative, le problematiche legate a
questi pazienti sono molteplici, spesso o ogni turno notturno si è chiamati ad intervenire per evitare che si
possano provocare dei traumi e salvaguardare la loro incolumità. Per gli operatori l’impatto psico/fisico a lungo
termine è devastante, dover affrontare perennemente certi ritmi che sono da valutare su ogni singolo lavoratore
diventa un’impresa scongiurando sempre il peggio come ben note le sindromi da Burnout. Codesta
organizzazione sindacale Si Cobas Calabria si auspica che l’azienda madre prenda a breve altre misure per
soccombere la carenza attingendo ad una graduatoria attiva e si riserva di procedere con ogni mezzo e formula
legale per tutelare l’interesse di ogni singolo dipendente.
Sicobas Calabria
Roberto Laudini